Le posture neurali: cosa sono e perché esistono

Le posture neurali: quando l’ipopressiva parte dal cervello

Bentornata sul mio blog! In questo articolo voglio ampliare ulteriormente il discorso sulla ginnastica ipopressiva, soffermandomi in particolare sulle posture neurali. So che rispetto all’autoallungamento assiale questo nome può risultare meno accattivante, ma ti chiedo di continuare a leggere, perché quello che ti racconto oggi è uno degli aspetti più affascinanti (e meno conosciuti) della ginnastica ipopressiva.

Quelle mosse “strane” che hai visto su Google

Se hai mai cercato “ginnastica ipopressiva” online, avrai sicuramente incontrato immagini e video di persone che assumono posizioni particolari, che potremmo definire…insolite. I millennial come me potrebbero ritrovarci qualcosa che ricorda vagamente le mosse della fusione di Dragon Ball.

E in effetti, guardandole dall’esterno, è facile chiedersi cosa stia succedendo: braccia in posizioni inusuali, tensioni apparentemente misteriose, un’immobilità che sembra quasi meditativa. Ma c’è una logica dietro ogni gesto, e quelle posizioni – che non sono affatto casuali – hanno un nome preciso: si chiamano posture neurali.

Cosa sono le posture neurali e perché esistono

Le posture neurali sono sequenze di posizioni che sono state studiate, sperimentate e perfezionate con uno scopo ben preciso: riprogrammare il sistema nervoso.

Perché questo è necessario? Perché quando esiste una disfunzione addominopelvica, nella maggior parte dei casi, alla radice del problema c’è una disfunzione del sistema nervoso. In pratica il sistema nervoso, in qualche modo, sta inviando un segnale errato alle strutture periferiche del corpo: i muscoli, i tessuti, gli organi ricevono indicazioni sbagliate e rispondono di conseguenza. Le posture neurali sono state pensate esattamente per correggere questo segnale.

L’ipopressiva lavora dall’alto verso il basso

Questo è forse il punto che mi affascina di più dell’intera disciplina, ovvero il fatto che con l’ipopressiva non lavoriamo soltanto sul fisico o sulla muscolatura: lavoriamo su piani più alti. Ci concentriamo sul segnale nervoso che il grande capo (il nostro cervello) invia al corpo.

E in automatico, spesso senza nemmeno rendercene conto, miglioriamo la nostra problematica addominopelvica. Non perché abbiamo “allenato” un muscolo, ma perché abbiamo cambiato le istruzioni che quel muscolo riceve. Le posture neurali agiscono in particolare sui nervi che partono dalle prime vertebre cervicali, e da quest’area di partenza influenzano a cascata tutto il sistema.

Un approccio che cambia la prospettiva sul movimento

Capire questo cambia il modo in cui guardiamo all’esercizio fisico. Non si tratta solo di “fare addominali” o di “tonificare il pavimento pelvico”. Si tratta di dialogare con il sistema nervoso, di dargli nuove informazioni, di aiutarlo a ritrovare un equilibrio che forse ha perso.

Questo è il cuore dell’ipopressiva: un lavoro intelligente, rispettoso, che parte da dentro. Se vuoi scoprire come si pratica, puoi farlo con me nella mia scuola online Spazio Movy. Trovi tutte le informazioni sul sito, e per qualsiasi curiosità o approfondimento scrivimi pure: verrò da te in direct con una demo gratuita per presentarti il mio approccio.
Al prossimo articolo,

Selene

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